mercoledì, giugno 22, 2011

Vasco@S.Siro 2011

Ad un anno di distanza dalla tournèe nei palazzetti Vasco, per presentare in versione live le canzoni del suo nuovo album, ha scelto di tornare negli stadi e dopo la data "zero" ad Ancona e la serata al parco San Giuliano di Mestre per l'Heineken Jammin' Festival, torna a S.Siro dopo un assenza di 3 anni con quattro date e il "sold-out" in tre concerti su quattro.
Questo almeno è quanto stampato a lettere cubitali sui cartelloni 6x3 che campeggiano per le vie di Milano.
Vedere invece che, a pochi minuti dall'inizio dello spettacolo di ieri sera, il terzo anello rimane praticamente deserto e il prato, normalmente stipato all'inverosimile, presenta ampi spazi vuoti è sicuramente una novità e, se devo essere sincero, fa anche un certo effetto.
Dopo una breve "intro" affidata alla chitarra di Stef Burns, il concerto inizia con "Sei pazza di me", "Non sei quella che eri", e "Starò meglio di così" tutte e tre tratte dal nuovo album, un breve tuffo nel passato con "Giocala" del 1983, "Rock'n' roll show", per poi continuare con "Dici che", "Vivere o niente", "Siamo soli" e terminare la prima parte dello show con la nuova "Manifesto futurista della nuova umanità".
A questo punto, come da tradizione, Vasco lascia il palco e i suoi musicisti diventano i protagonisti assoluti con "Interludio 2011" prima di riprendere con "Alibi" del 1980 (assente dai concerti da diversi anni), "La fine del millennio", "Gli spari sopra", "Non l'hai mica capito" sempre del 1980, "L'aquilone" ed il primo singolo del nuovo lavoro "Eh... già",
canzone che, a giudicare dall'ovazione che accoglie le prime note, tutti aspettavano, Lo spettacolo continua con un medley "dance" ("Rewind", "Ti prendo e ti porto via", "Gioca con me" e "Delusa") prima di "Canzone", eccezionalmente eseguita per intero e "Vivere non è facile".
Nuova piccola interruzione e poi spazio ad "Ogni volta" e "Tango della gelosia" in versione acustica con il solo Vasco alla chitarra prima del gran finale con "Guarda dove vai", “Un senso”, "Vita spericolata" e come da copione "Albachiara" cantata a squarciagola da tutto lo stadio.
Tocca però confessare che, tra tutti quelli a cui ho assistico alla scala del calcio, non si è trattato di un concerto all'alteza dei precedenti ma, in ogni caso, sono stati, pur sempre, centosessantacinque minuti di musica live.

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