giovedì, aprile 18, 2013

adidas Energy Boost

adidas Energy Boost
Presentata in grande stile a New York il 13 Febbraio in diretta mondiale, la nuova Adidas Energy BOOST™ viene lanciata sul mercato come un progetto innovativo grazie al nuovo materiale utilizzato per la realizzazione dell'intersuola sviluppato e messo a punto nei laboratori della BASF, azienda chimica leader a livello mondiale.
Di categoria A3 da 270 gr nella numerazione 9 US (320 nel 11 US) quello che a prima vista colpisce è l'aspetto della nuova intersuola, o meglio quello che ricorda: il polistirolo.
Ma l'aspetto curioso invece nasconde il segreto della nuova nata della casa a tre striscie: migliaia di capsule che, attraverso la frantumazione del materiale granulare solido (TPU), garantiscono un ritorno di energia superiore a quello offerto dalla classica intersuola realizzata in EVA.
Ma le differenze non si limitano solo al ritorno di energia offerto. La mescola BOOST™ è più morbida, conserva più a lungo le sue caratteristiche rispetto all'intersuola EVA la cui capacità ammortizzante decresce con il passare del tempo ed infine è meno "sensibile" alle condizioni climatiche garantendo le sue caratteristiche per un range di temperature che vanno da -20° a +40°.
La tomaia techfit™ è realizzata in mesh elastico che si adatta alla forma del piede mantenendolo fresco. Leggera e priva di cuciture contribuisce a ridurre il peso della scarpa avvolgendo il piede come una seconda pelle. adidas Energy BoostIntersuola ribassata (22mm sul tallone, 12mm all'avampiede), controtallone protettivo, la collaudata tecnologia TORSION® SYSTEM per garantire l'integrità dell'arco plantare e suola ADIWEAR™ per offrire il massimo in fatto di resistenza nei punti più soggetti a usura.
La scarpa ha un prezzo di listino di €150,00 ma nei negozi specializzati la si può trovare a meno. E grazie ad adidas anche io ho avuto modo di testare le nuove BOOST™ con tutta calma. Comode, leggere e con la calzata molto avvolgente tanto da non sentire nemmeno la necessità di tirare troppo i lacci.
Ai miei piedi da una trentina di giorni sono state parte attiva delle mie corse per una decina di volte ed un totale di centotrenta chilometri.
Arrivate alla fine della preparazione di una maratona, non ho potuto, almeno all'inizio, apprezzare appieno le potenzialità della scarpa.
In fase di scarico, stanco e anche un po' "svuotato", mi sono limitato ad incrementare il numero di chilometri come in una sorta di rodaggio della durata di un paio di settimane.
Protettiva, morbida e, se paragonata alla response 20, addirittura troppo. Ma reattiva, sorprendentemente reattiva.
adidas Energy Boost
Bello, una volta archiviato l'appuntamento con la quarantadue capitolina, correre senza pensieri e accorgersi, a soli 5 giorni da una maratona, di andare a ritmo gara appena dopo poche centinaia di metri e senza quasi rendersene conto. Sensazioni confermate poi in gara appena due giorni dopo. Ventun chilometri sotto il diluvio e il ritmo che quasi non ne risente.
Che queste scarpe possano fare miracoli e regalare secondi, come ho letto in giro, io non sono in grado di poterlo affermare.
Una cosa però mi sento ti poterla dire: queste scarpe ti portano a spingere. E di brutto.

2 commenti:

  1. Nino,scusa ma come A3 sono meglio queste Energy Boost o le Adistar Boost?

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  2. non so risponderti. di sicuro sono differenti per quanto riguarda il tallone "formotion" presente solo nella adistar

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