mercoledì, aprile 09, 2014

Relay Milano Marathon

Tre mesi, sei appuntamenti e quarantadue sconosciuti che piano piano diventano gruppo. Qualcuno corre già ma per molti, prima di essere coinvolti in questa avventura, la corsa è un mondo che non gli appartiene. Eppure domenica, grazie ad adidas, tutti con un numero appuntato sulla maglietta personalizzata e una sfida da vincere: portare a terminare la propria frazione.
Sabato appuntamento al Marathon Village dove, dopo aver ritirato il pettorale e fatta la foto di gruppo davanti al grande murales, abbiamo ricevuto gli ultimi consigli dal mental coach Patrizio Pintus, da Davide Cassani e da un grande Aldo Rock giunto da Ivrea appositamente per noi. Dettagli finali per organizzare (a spanne) la "timeline" dei cambi e la #cityrunners è ufficialmente pronta.
Sveglia prima delle sei (manco dovessi andare a lavorare), colazione, trenord e alle otto in processione verso la partenza dove incontrare Andrea, Gianmarco e Kikko pronti per la loro quarantadue. Nove e venti e con il classico colpo di cannone parte la gara agonistica. Cinque, sei minuti buoni e quando anche l'ultimo dei partecipanti passa sotto il gonfiabile posso avvicinarmi alla ricerca dei cityrunners della prima frazione. Un paio di rapidi saluti e poi con il terrore di non arrivare in tempo (esagerato) tocca riprendere la (lunga) strada per la metro. Sosta al Castello per la borsa, un occhio al passaggio delle prime donne al trentunesimo e di nuovo in metro direzione via Vittor Pisani dove è posto il mio cambio.
Intanto via twitter Federico mi comunica che è andato ben oltre a quanto preventivato: cinquantuno e spiccioli. Seconda frazione nelle mani di Guido che in un percorso praticamente piatto deve affrontare le uniche due "asperità" (un cavalcavia e un sottopasso) sotto la montagnetta. Sessanta minuti e anche lui termina la sua fatica passandomi il testimone. Quasi mezzogiorno e si torna ad essere protagonisti. Prima partecipazione ad una staffetta e solo una gran voglia di divertirmi. Ho il Garmin ma solo per le statistiche. Giusto un rapido sguardo in prossimità dei cartelli chilometrici. E per una volta me lo posso anche permettere. Nessun personale da inseguire e da percorrere meno di un quarto dei chilometri corsi nella città eterna.
Tre e quarantasette al primo, tre e cinquantacinque al secondo, ritmi che, vista la temperatura, difficilmente posso tenere a lungo. Eppure continuo a spingere o almeno ci provo. Corso Venezia, San Babila, il Duomo, la Scala, il Castello. In poche parole il salotto buono della città.
Ancora un chilometro e poi tocca a Bruno che, a Pagano, attende il testimone. Trentanove e tre. Troppo poco, ma soprattutto troppo bello, per non approfittarne. E allora con Federico, che nel frattempo ha raggiunto la zona cambio, ci accodiamo a Bruno, alla sua seconda gara, che comincia l'ultima frazione. Partenza piuttosto allegra e almeno un paio di chilometri archiviati poco sopra i quattro e trenta prima di stabilizzare la velocità di crociera su ritmi più consoni. Un po' di secondi persi sino al sesto ma poi una volta imboccato Corso Sempione si ricomincia a spingere senza troppi calcoli. L'Arena, viale Gladio e, finalmente, la sagoma inconfondibile del Castello Sforzesco dove ritroviamo Guido in attesa di unirsi all'allegra combricola per un arrivo in gruppo poco sotto le tre ore e diciassette.
Io mi sono divertivo. E anche tanto.

4 commenti:

  1. Nella tua ultima frase c'è tutta l'essenza del nostro sport. Complimenti per la tua gara!

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    1. grazie. ogni tanto una domenica così non puo che far bene

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  2. Concordo con Andrea! Complimenti!

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