mercoledì, aprile 06, 2016

Relay MilanoMarathon

relay milano marathonE finalmente, anche per me, è giunto il momento di appuntarsi un numero sul petto. 

Metabolizzata la delusione per l'ennesima preparazione terminata anzitempo trovare una squadra con cui dividere i quarantadue chilometri della relay, con un gruppo come quello degli adidas runners, è stato un gioco da ragazzi; è bastato chiedere e in men che non si dica avevamo già deciso anche l'ordine di partenza.

Un fine settimana piuttosto intenso quello appena trascorso iniziato con la "festa" organizzata da adidas presso RunBase. Sessione speciale di Yoga nel vicino Parco Sempione con Chiara Travisi, socia fondatrice dello Yoga Studio Milano, aperitivo con pieno di carboidrati, dj set con The KingSizeBed e possibilità di foto e autografi con la madrina della MilanoMarathon al ritiro dei pettorali.

Un paio di ore a ridere e scherzare cercando di stemperare la tensione di quanti si apprestavano ad esordire nella distanza regina. Eh già, perchè in questo gruppo, la quarantadue sembra essere diventata una "malattia" contagiosa. Una sfida che spesso, chi corre, prima o poi finisce per affrontare e vincere. 

relay milano marathonSolita sveglia da giorno lavorativo e in macchina direzione Milano. parcheggio, metro e per le nove a Porta Venezia per salutare Cristina, a lei il compito di aprire le danze, e attendere lo spettacolo della partenza prima di riprendere, una volta sfilato il lungo serpentone, la metro con destinazione Pagano dove è prevista la prima zona cambio e, in attesa di ricevere il testimone (leggi chip), applaudire tutti quelli della quarantadue.

Passano i primi, passa Baldini (primo frazionista della "Enervit DeeJay Training Center Team"), passa la prima donna e via via tutti gli altri che ricevono dai frazionisti, in attesa del proprio turno, il medesimo incoraggiamento. 

Distratti dalla gara, il tempo scorre veloce e ora anche la corsia dedicata a quelli della Relay comincia a popolarsi con il passaggio dei più veloci. Pochi minuti alle undici e, una volta preso il testimone da Cristina, si torna  protagonisti. Tre settimane di sosta, poco più di una quarantina di chilometri nelle gambe e una tenuta che è tutta da verificare. Ma sinceramente, come spesso accede, non me ne può fregare di meno.  Ho voglia di correre e me ne rendo conto sin dalle prime battute, ops falcate.
Velocità di crociera impostata su quello che sarebbe dovuto essere il ritmo-maratona e si va finchè ce n'è.

Avevo dimenticato quanto potesse essere bello correre in mezzo agli altri ma soprattutto che, a volte, con un numero appuntato sulla maglia certi "miracoli" non sono impossibili..

relay milano marathonQuattro e tredici di media, quanto riporta il Garmin una volta scaricati i dati, con i chilometri più lenti nelle due uniche "asperità" (un sottopasso e il cavalcavia sotto la Montagnetta) ed un finale in progressione che mi permette di chiudere sotto i quarantanove.

Troppo breve e troppo bello per non pensare di approfittarne accompagnando Manlio nella terza frazione. Troppo rischioso e soprattutto inutile pretendere dal proprio fisico un ulteriore sforzo, con così pochi chilometri nelle gambe, difficilmente sostenibile. 

E allora cambio d'abito e di nuovo in metro direzione Palestro dove, una volta approfittato dell'ospitalità di adidas, attendere sui bastioni di Porta Venezia l'arrivo di Raffaella e di quanti, tra quelli del nostro gruppo, si sono cimentati nella quarantadue. 

Non sarà stata la gara immaginata ad inizio anno, ma per come ci sono arrivato, non posso che essere
soddisfatto. Qui non si butta via niente e contrariamente a quanto dice il proverbio in questo caso è tutto oro quello che luccica.

6 commenti:

  1. io apprezzo quasi tutto del running, anche le delusioni che spesso comporta il correre. devo dire che la staffetta è una cosa che non riesco ad apprezzare. una mia amica era quarta in Uruguay, all'una.... boh, io mi sarei rotto le palle, per dire. per contro in un contesto come la maratona di Milano è chiaro che un suo perchè ce l'ha. detto questo, son due anni che cercano di convincermi a farla la staffetta ma riesco sempre ad evitare...:-)

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    1. A me non dispiace. La 42 e un'altra cosa ma questa la fai senza pensieri

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  2. Grandissima prova, Nino!
    Complimenti, non credo sia facile psicologicamente correre da staffettista... Davvero un ottimo risultato.

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  3. Bravo Nino, una certezza :) non come certi romani :))

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  4. Bravo Nino, una certezza :) non come certi romani :))

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