Relay Milano Marathon

Pochi chilometri ma per una buona causa
Relay Milano Marathon
Archiviata l'idea della quarantadue, ho accettato di buon grado l'idea di correre per playmore,  associazione attiva in 12 città,  che attraverso il progetto RunChallenge offre allenamenti di corsa e camminata aperti a tutti, con una particolare attenzione a chi vive situazioni di fragilità.

Prima frazione. La più lunga. Quella che ti porta a puntare anche di domenica mattina la sveglia all'alba. 

Un salto a Pagano a lasciare la borsa per il cambio a fine impegno e alla partenza per un doveroso saluto a Maurizio e Francesco impegnati con la distanza regina. Foto di rito da consegnare ai social prima di tornare all'arco della pace dove attendono quelli della ong per cui correrò alla ricerca di Marco anche lui impegnato nella prima frazione.

Senza ambizioni cronografiche, considerato anche lo spirito della gara, non ci vuole molto per decidere di correrla assieme. 

La partenza, prevista alle 9.15, è posta in corso Sempione. Soluzione che, grazie alla larghezza della sede stradale, permette di prendere ritmo quasi subito anche partendo dalle retrovie. L'effetto pettorale fa, come sempre, il suo dovere e il 4e52 visualizzato al  secondo chilometro non promette niente di buono.

Il percorso, fresco di modifica, condivide ben presto parte di quello classico della Stramilano e con esso tratti di un sempre più sconnesso pavè su cui all'altezza di Repubblica rischio, nonostante l'attenzione, di lasciarci una caviglia. Il ritmo, dopo l'euforia dei primi chilometri si è stabilizzato su ritmi più consoni. Ritmi che garantiscono, almeno da parte mia, autonomia sufficiente  anche per un prolungato scambio di battute. Scambio che, in alcuni casi, è più che altro un monologo intervallato da risposte a monosillabe.

L'anticipo d'estate dell'edizione del 2024 è un lontano ricordo e aver indossato i manicotti si rivela una scelta azzeccata. Cielo coperto e temperatura frizzante sono la combinazione perfetta per arrivare al cambio senza troppi patemi e aver ricalibrato l'andatura permette anche di godersi il "viaggio" in una Milano stranamente priva degli immancabili clacson degli automibilisti fermi al nostro passaggio.

Porta Romana, Ticinese, la Darsena e una volta arrivati a San Vittore la consapevolezza di averla ormai quasi archiviata. A Conciliazione  inizia la zona cambio. Zona che dobbiamo percorrere quasi per intero con il passaggio del testimone previsto nel penultimo settore e con il Garmin, una volta stoppato, ad indicare un fantastico, in questo momento, 5e15 di media. 

Non saranno quarantadue pensati in autunno ma per come ci sono arrivato sono più che sufficienti e poi, correre per una buona causa, è sempre un piacere.

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