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asics dynaflyte 3In commercio da fine estate la Asics Dynaflyte, giunta alla sua terza versione, si presenta al pubblico con importanti novità. Ideali per runner veloci con pronazione neutra sono ancora dotate dell'iconica ammortizzazione ASICS GEL che offre un sostegno leggero e protegge da irritazioni e sfregamenti, e adesso caratterizzate da una serie di miglioramenti per ottimizzare le prestazioni e il livello di comfort.

La tomaia in tecnologia flessibile Adapt Mesh 2.0 è priva di cuciture e offre una calzabilità perfetta e ben ventilata con riflettività 3M LITE SHOW e contrafforte tallonare termosaldato in leggero TPU.

asics dynaflyte 3L'intersuola FlyteFoam Lyte sull'intera lunghezza rende queste DYNAFLYTE più leggere con il rimbalzo migliorato nella zona delle dita e assicura un sostegno completo durante la corsa, dall'impatto al suolo allo stacco, mentre il sistema di sostegno con sotto-strati replica perfettamente la forma del piede sostenendo ogni passo.

Plantare in Ortholite X-40 estraibile, Rearfoot GEL Cushioning System nella zona tallonare, stabilizzatore Trusstic System e suola in gomma solida con inserto Ahar+ nel tacco e Guidance Line Midsole Technolog.

La scarpa dal peso di 257gr nella numerazione di riferimento (272gr nel 10US), ha un differenziale tra tacco e punta di 8mm, ed un prezzo di listino di 160,00€ anche se, come sempre, nei negozi specializzati o suoi siti di e-commerce la si può trovare a meno.


Ai miei piedi da un mesetto ho avuto modo, grazie a Asics Italia che me ne ha dato la possibilità, di verificare sul campo la veridicità dei giudizi di chi questa scarpa l'ha gia provata.

La prima impressione, una volta calzate, è buona: comoda e avvolgente con la sagoma della soletta interna, come per le Ninbus 20, che non provoca fastidi di sorta all'arco plantare. Giusto qualche passo per casa ed è  subito evidente che la morbidezza tipica della "sorella maggiore" in questo caso è ridotta ai minimi termini sinonimo di una buona reattività.  Reattività messa subito alla prova con un 10x400 senza rodaggio di sorta.

asics dynaflyte 3
Il responso su strada è quello che  ci si aspetta da una scarpa di questa categoria: promosse con lode.
Sei uscite per una ottantina di chilometri suddivisi equamente tra ripetute da 400, da mille e un paio di medi: tutti lavori di velocità dove si e costretti ad andare in spinta. E non solo perché lo dice Asics.  Leggere e reattive sono caratteristiche che poco hanno a che fare con le uscite che necessitano protezione per distanze e tempo importanti.  O meglio con il mio peso, la mia postura e il mio passo non credo sia saggio  azzardare un lungo da oltre due ore al ritmo che ha caratterizzato le mie ultime esperienze. Ma questo ovviamente è solo la mia opinione perché come mi piace sempre ricordare, le scarpe sono soggettive e vanno provate perché non esiste la scarpa perfetta ma esiste la scarpa che più si adatta ad un determinato tipo di runner.



361° Spire 3 - la mia recensione
Da poche settimane sul mercato, la nuova 361° Spire 3, di categoria "protettiva ammortizzata" neutra, ha un peso di 295gr nella numerazione di riferimento (328gr nel 10US) e un differenziale di 9mm (12-21mm). 

La tomaia, priva di cuciture, è realizzata in mesh traspirante, ha una struttura (Fitz-Rite) a rete interna nella parte centrale del piede per mantenerlo fermo, conchiglia stampata in materiale leggero per garantire il corretto posizionamento del piede durante la corsa, la linguetta (Pressure Free Tongue) anatomica creata per aumentare il comfort e prevenire irritazioni e il plantare sagomato estraibile ottimo per chi, come nel mio caso, deve utilizzare quelli anatomici. 

361° Spire 3 - la recensioneIntersuola in QU!KFOAM™ (EVA e gomma incapsulata in una pellicola di poliuretano) con piastra stabilizzatrice Qu!ckSpine in fibra di carbonio e Suola Qu!ckFlex forefoot engineering progettata per supportare il naturale movimento del piede.

La scarpa, commercializzata in Italia da Sprint Commerce, ha un prezzo di listino di €159,99 e come spesso accade sui siti di e-commerce o nei negozi specializzati la si può trovare a meno.

E grazie a 361° Italy che me ne ha dato la possibilità anche io ho avuto modo di provare con tutta calma la nuova nata della casa asiatica.

Buona la prima impresssione una volta calzata: un guanto. Comoda e avvolgente . Giusto una sistemate alle stringhe e sono pronte per il battesimo su strada.

361° Spire 3 - la recensioneAi miei piedi da fine luglio, le Spire-3 mi hanno accompagnato in quindici uscite per un totale centosessanta chilometri aiutandomi nella ricerca della (mia) condizione perduta. 

Ammortizzate come si deve pretendere da una scarpa di questa categoria ma piuttosto "secche" come piace a me. Chilometri a caso alternati a uscite di qualità compatibili con l'attuale stato di forma che, la lunga sosta per infotunio, mi ha lasciato in dono.

Salite, ripetute, lenti (e non poteva essere altrimenti), più asfalto che sterrrato. Protettive quando serve ma pronte e reattive  quando tocca spingere. 

Che posso dire ?  A me piacciono. E anche molto

asics gel nimbus 20
Per celebrare i 20 anni della serie Gel Nimbus, Asics presenta la nuova edizione della sua scarpa da lunghe distanze più conosciuta, in assoluto il modello più leggero della storia di questa scarpa che offre masima ammortizzazione e rimbalzo grazie a una gamma di tecnologie orientate alle prestazioni  e gel del tallone visibile, posizionato più vicino al piede, per rendere ogni falcata più facile, morbida e comoda adatta ai runner con pronazione neutra. 

La tomaia è realizzata in un nuovo Gradient Jacquard Mesh che migliora la precedente edizione rendedola più leggera e traspirante e che ricorda un tessuto in knit ma  morbida e resistente nelle aree di maggior pressione. Rinforzi termosaldati per offrire una migliore tenuta e una maggior durata mentre una rete a gradiente con stampa in 3D garantirà un'eccellente calzata abbinata al giusto grado di flessibilità e sostegno. asics gel nimbus 20

Plantare in Ortholite X-40, intersuola FluidRide con strato superiore in SpEVA 45 e inferiore in FlyteFoam, Adaptive GEL nell'avampiede (Rearfoot GEL) e nel tallone (Forefoot GEL) che assicurano maggior ammortizzazione mentre il runner è sotto sforzo. Conchiglia del tallone esterna in TPU, inserti 3M riflettente, stabilizzatore Guidance Trusstic, tecnologia IGS (Impact Guidance System) e Guidance Line. Suola e tassello del tallone in spugna di gomma AHAR+.

Peso dichiarato di 305gr nella numerazione di riferimento (324 nel 10US), un differenziale di 10mm ed un prezzo di listino di 180,00€ anche se, come sempre, nei negozi specializzati o suoi siti di e-commerce la si può trovare a meno.

Ai miei piedi da una ventina di giorni ho avuto modo, grazie a Asics Italia che me ne ha dato la possibilità, di verificare sul campo quanto di buono si dice su questo modello.

La prima impressione, una volta calzate, e davvero ottima: avvolgente, sufficientemente morbida e ammortizzata con la sagoma della soletta interna che non provoca fastidi di sorta all'arco plantare.
asics gel nimbus 20Il responso su strada è  quello che ci si aspetta da una scarpa di questa categoria e le venti versioni di questo modello sono il miglior biglietto da visita per chiunque desideri una scarpa per le lunghe distanze ma che, all'occorrenza, le voglia o le debba usare per lavori piu veloci. Ammortizzate e protettive quando a velocità minori il tempo di appoggio a terra è  maggiore, ma sufficientemente reattive  quando si tratta di spingere sull'acceleratore. 

Otto uscite per quasi 140 chilometri, due serie di ripetute (8x1000) con tempi paragonabili a quelli ottenuti con altre scarpe, l'ultimo lunghissimo (due ore e quaranta sulle gambe)  prima dell'appuntamento con la distanza regina e il resto in modalità "chilometri a caso" con tanto asfalto e qualche puntatina su sterrato  per un giudizio finale che non può  che essere, e mi sarei meravigliato del contrario, quello di una promozione con lode.

Anche se, come mi piace sempre ricordare, le scarpe sono soggettive e vanno provate perché non esiste la scarpa perfetta ma esiste la scarpa che più si adatta ad un determinato tipo di runner.


361° Degrees - Stratomic: la mia recensioneDi categoria neutra e classificata tra le "protettive ammortizzate" la Stratomic, uno dei modelli di punta della casa asiatica 361° Degrees, ha un peso di 326gr nella numerazione di riferimento (341gr nel 10US) e un differenziale di 8mm

La tomaia, priva di cuciture nella parte anteriore, è in mesh con applicazioni termosaldate in TPU e contrafforte tallonare in materiale sintetico, linguetta (Pressure Free Tongue) progettata per aumentare il confort e prevenire irritazioni, plantare sagomato estraibile e  intersuola in QU!KFOAM™ (EVA e gomma incapsulata in una pellicola di poliuretano) con inserto ammortizzante QDP System a triplo strato e stabilizzatore interno. 

Suola in gomma espansa (anteriore) con gomma dura e al carbonio con scanalature flessibili e anatomiche. 

La scarpa, commercializzata in Italia da Sprint Commerce, ha un prezzo di listino di €149,99 e come spesso accade sui siti di e-commerce o nei negozi specializzati la si può trovare a meno. 
361° Degrees - Stratomic: la mia recensione

Ai miei piedi da inizio mese ho avuto modo, grazie a 361° Italy che me ne ha dato la possibilità, di verificare sul campo la veridicità dei giudizi positivi che cominciano a trovarsi in rete.

Buona l'impressione una volta calzata: comoda e avvolgente tanto da rendere quasi superfluo l'immancabile battaglia con le stringhe (a dire il vero un tantino troppo lunghe) per trovare la giusta quadra.
Ammortizzate come si deve pretendere da una scarpa di questa categoria ma piuttosto "secche", caratteristica che lascia presagire una buona reattività confermata poi sul "campo".
361° Degrees - Stratomic: la mia recensione
Dieci uscite per poco più di 120 chilometri e "lavori", in questo inizio di preparazione per la 42 di primavera, (quasi) di ogni tipo: salite, ripetute, medio, lento. Buone su asfalto, su sterrato, con il sole o sotto il diluvio di questi ultimi giorni dove mantengono comunque una buona tenuta di strada.

Per come la vedo io, la 361° Stratomic è una signora scarpa e nonostante non abbia avuto ancora modo di provarla su distanze più significative quello che ho visto (e provato) e più che sufficiente per darle un giudizio positivo.

Ma ovviamente questa è solo la mia opinione perchè, come ho letto da qualche parte, non esiste la scarpa perfetta, esiste la scarpa più adatta ad un determinato tipo di runner


Hokaoneone Clifton 4
Arrivata alla versione numero 4, la Clifton è una scarpa neutra che rientra nella categoria "protettive ammortizzate" (leggi A3) con un peso di 265gr nella numerazione di riferimento (292 nel 10US) e un drop di 5mm (29mm tallone, 24mm avampiede)..

La tomaia è realizzata in Open mesh ingegnerizzato con applicazioni termosaldate 3D Puff Print Frame e protezione sulla punta, ha il plantare Ortholite modellato ed estraibile, l'intersuola in EVA con un volume fino a due volte maggiore di quello della media delle scarpe da running sul mercato per un assorbimento dell'impatto di livello maggiore. Una geometria Meta-Rocker nella parte esterna che crea un effetto fulcro unico simile al movimento di una sedia a dondolo che facilita la rullata e geometria Active Footframe nella parte interna che consente al piede di alloggiare profondamente all'interno della stessa. Tecnologia PRO2LiteTM che unisce PROpulsione e PROtezione  per garantire una corsa confortevole e veloce con un tallone più morbido a vantaggio dell'amortizzazione ed un avampiede più reattivo per una maggiore spinta e una suola con inserti in gomma nei punti di maggior usura.

Hokaoneone Clifton 4La scarpa ha un prezzo di listino di €140,00 ma, come spesso accade, nei negozi specializzati e sui siti di e-commerce la si può trovare a meno.

Incuriosito dall'estetica, o meglio dalla forma particolare che da sempre le contraddistingue e soprattutto dai giudizi positivi di chi, questa scarpa, l'ha già provata ho avuto modo, grazie a Hoka One One Italia che me ne ha dato la possibilità, di verificare sul campo quanto di buono si dice di questa scarpa.

Ai miei piedi da una quindicina di giorni le sto utilizzando, a dir la verità, senza spingermi su particolari obiettivi concentrandomi più sulla quantità piuttosto che sulla qualità delle uscite essendo nella tipica fase di "km a caso" che intercorre tra una maratona appena portata a termine e l'inizio della preparazione ella successiva.

Una volta indossate non posso fare a meno di notare la calzata avvolgente che rende quasi superfluo regolare le stringhe e che sarebbe anche molto comoda se, per come sono fatti i miei piedi, non avessi fastidio all'altezza della curvatura dell'intersuola che segue il profilo dell'arco plantare mediale; uno, forse due millimetri di troppo che evidentemente fanno la differenza e che, come già provato in un'altra occasione con un altro brand, portano in dote una piccola vescica alla fine della seconda uscita.
Hokaoneone Clifton 4
Morbida, come descritto nella bruchure, nella parte posteriore e un po' più secca (come piace a me) all'altezza dell'avampiede che lascia presagire una buona reattività per chi è abituato a correre con la parte anteriore del piede, postura che in realtà è comunque facilitata dalla particolare conformazione della scarpa.

Sei uscite per poco meno di ottanta chilometri con una sola sessione di ripetute giusto per saggiare le qualità della scarpa in fase di spinta, con una risposta che non delude le aspettative. Leggerissime (non sembra nemmeno di averle ai piedi) eppure anche a ritmi lenti, quando il tempo di contatto con il terreno è maggiore, la sensazione di ammortizzazione tipica di una scarpa di questa categoria è palese.

La scarpa è indubbiamente un buon prodotto ed è evidente il perchè del successo crescente che riscuote tra runners e triathleti, purtroppo i miei piedi non gradiscono del tutto la geometria Active Footframe della parte interna ma questo non può inficiare il giudizio sul prodotto che, per come la vedo io, non può che essere positivo.



adidas response plus
In commercio dall'autunno dello scorso anno la Response Plus oltre al nome eredita ben poco dal modello che l'ha preceduta con un restyling che va ben oltre l'estetica.

Di categoria A3 neutra  ha un peso di 339gr nella numerazione 10US e un drop di 10mm. Ha la tomaia in Air Mesh elasticizzato che assicura traspirabilità e confort, pannello laterale senza cuciture per limitare le irritazioni e migliiorare la calzata, controtallone interno per una stabilità ottimale.

adidas response plusIntersuola in EVA e mescola boost™ (con percentuali nell'ordine di 30% vs 70%)  che assicura ammortizzazione e un incredibile ritorno di energia e  suola in gomma  STRETCHWEB flessibile.

La scarpa ha un prezzo di 120€ ma in questo periodo di saldi nei negozi specializzati o nei siti di e-commerce  si possono trovare con sconti che arrivamo anche al 50%.

Ai miei piedi da un paio di settimane le sto utilizzando nei "lavori" della tabella che mi dovrebbe permettere  di arrivare tirato a lucido a Riva dei Sette Martiri.

Una volta indossate non si può fare a meno di notare  quanto la calzata sia comoda e avvolgente; buona l'ammortizzazione  e morbida quanto basta senza però arrivare, grazie alla maggior percentuale di EVA, ai livelli di quella della  adidas response plus sorella maggiore

Sei "lavori" e poco più di un centinaio di  chilometri per arrivare a dare un primo giudizio  sulla bontà dell'acquisto fatto.

Medio, salite lunghe, ripetute corte, progressivo, ancora un medio ed infine un lento. In pratica l'ABC di chiunque si voglia cimentare in una quarantadue.

La scarpa anche se privata, rispetto al modello che l'ha preceduta, del classico TORSION® SYSTEM e delle tre scrisce in materiale plastico rimane abbondantemente sopra i 300gr ma una volta indossata il peso si nota poco.

Protettive come si deve pretendere da una scarpa di questa categoria, reattiva, grazie alla mescola boost™, quando tocca spingere. Perfetta quando si tratta di mordere l'asfalto, la response plus, si comporta bene anche sui viali sterrati che attraversano il parco dove di solito mi alleno.

Il giudizio, per quel che mi riguarda,  non può che essere positivo ma per sapere se sarà la response plus la scarpa che mi accompagnerà nella 42 non resta che attendere la fine mese e il primo dei 4 lunghissimi previsti. E per quel che ho già avuto modo di vedere non credo ci saranno problemi.

Ma ovviamente questa è solo la mia opinione perché, come ho letto da qualche parte, non esiste la scarpa perfetta, esiste la scarpa più adatta ad un determinato tipo di runner. 


Brooks Glycerin 15
Arrivata alla versione numero 15, la Glycerin è stata presentata da Brooks a stampa e addetti ai lavori ai primi di Giugno con un evento in grande stile a Malaga.

Di categoria A3 neutra da 301 gr nella numerazione di riferimento (326gr nel 10US) con un drop di 10mm, la nuova nata di casa  ha la tomaia in AirMesh traforata quadrielastica che, oltre a garantire una maggiore ventilazione, è in grado di muoversi e di espandersi insieme al passo di chi la indossa grazie alla tecnologia proprietaria di stampa 3D Fit di nuova generazione.

Brooks Glycerin 15
L'intersuola in Super DNA  (nuova tecnologia Brooks) garantisce  il 25% di ammortizzazione adattiva in più della classica  mescola in DNA. Il Crash Pad segmentato  per tutta la lunghezza del piede ammortizza ogni singolo passo sia se il piede atterrra di tallone, di punta o con la parte mediale.

Il nuovo Plush Transition Zone guida in modo fluido le transizioni del piede dal tallone alla punta mentre le IDEAL Pressure Zones disperdono uniformemente l'impatto del piede a terra lontano dal corpo.

La scarpa ha un prezzo di listino di €170,00 ma, come spesso accade, nei negozi specializzati la si può trovare a meno.
Brooks Glycerin 15
Ai miei piedi da un paio di settimane ho avuto modo, grazie a Brooks che me ne ha dato la possibilità, di testarle in tutta calma. 
Ottima l'impressione appena calzata: comoda, morbida e avvolgente senza però stringere la parte anteriore del piede. Sei uscite e un'ottantina di chilometri nel pieno della preparazione della maratona d'autunno. 

Salite, ripetute, progressivo, lento: promosse in ogni situazione. 
Ammortizzanti e protettive se vuoi andare piano, reattive quanto basta se serve la velocità.  "Lavori" eseguiti a regola d'arte e la consepevolezza di poter sfruttare le caratteristiche tipiche di una A3 soprattutto nei lunghi da "over 2h" previsti a partire dai primi di Settembre.

Quindi ? Che domanda, promossa!!

Diadora Mythos Blushield
Sul mercato dalla fine dello scorso anno, la Mythos Blushield è una scarpa di categoria A3 con un peso di 345gr nella numerazione 10US e un drop di 10mm. Frutto dell'elaborata ricerca tecnologica di Diadora la Mythos Blushield ha la rivoluzionaria capacità di combinare ammortizzazione e reattività, garantendo una corsa confortevole e un nuovo sistema di bilanciamento, capace di favorire un migliore equilibrio della corsa mediando il comportamento assimetrico dei piedi.

La tomaia è in Nylon air mesh ingegnerizzato bicolore con sottopiede di montaggio in elastom EVA, fodera con speciale trattamento antibatterico, plantare anatomico ed estraibile Ortholite. L'intersuola e realizzata in Elaston EVA espansa stampata con tecnologia Blushield su tutta l'area del piede e insertoCCBnella parte mediale. Suola Blown Flexoft Rubber nella parte anteriore e speciale mescola antiusura Duratech 5000 nella zona del tallone. 

Diadora Mythos Blushield La scarpa ha un prezzo di listino di €135,00 ( €140,00 nella versione Bright) e in questo periodo di saldi la si può trovare sui siti di e-commerce con sconti significativi.

Ai miei piedi da circa un mese grazie a Diadora che mi ha permesso di provarle con tutta calma le sto utilizzando in questo inizio di preparazione alla maratona di autunno.

Salite, ripetute corte, medie, progressivo, lento. In poche parole tutto quello che serve per arrivare tirato a lucido all'appuntamento  con la regina delle corse su strada.

La calzate è comoda anche se la tomaia mi sembra più alta delle scarpe che normalmente utilizzo con il collare che sfiora il malleolo ma, una volta iniziato a correre, non ci si fa più caso.

Diadora Mythos BlushieldLa pianta è piuttosto larga e il piede nella parte anteriore non è fasciato come mi sarei aspettato ma credo che dipenda solo dal fatto che, come da manuale, sono abituato a correre con scarpe più grandi di almeno mezzo numero. Morbida sul tallone e più rigida sull'avampiede la Mythos Blushield ha una reattività più che sufficiente che le permette di essere utilizzata in ogni situazione.

Il peso della scarpa si fa sentire ma rientra comunque nei parametri delle scarpe della stessa categoria e nonostante tutto non è un problema eseguire i lavori programmati a ritmi paragonabili a quelli ottenuti con scarpe della concorrenza.

Buona infine nei ritmi lenti, quando è maggiore il tempo di contatto a terra, e dove le caratteristiche ammortizzanti di questa scarpa si fanno maggiormente apprezzare.

Giudizio ? Per me è si!!



adidas Supernova - recensione
In commercio dalla fine dello scorso anno la nuova nata della casa tedesca, ridisegnata nel design ma soprattutto nella sostanza, eredita ben poco dal modello che l'ha preceduta a partire dal nome che diventa semplicemete "Supernova".

Di categoria A3 "neutra" con un drop di 10mm ha un peso di 307gr nella numerazione di riferimento (336 nel 10US), la Supernova ha una tomaia priva di cuciture in enginereed mesh leggero e traspirante che avvolge il piede come una seconda pelle e una soletta interna preformata in EVA per garantire confort e calzata ottimale.

Due panelli laterali in TPU leggero per un supporto ottimale del piede e un controtallone sagomato FITCOUNTER per una calzata che favorisce i movimenti naturali del tendine di Achille.

Tecnologia TORSION® SYSTEM fra tallone e avampiede per una stabilità superiore e avampiede con struttura evoluta per una calzata più ampia in punta. Intersuola a due strati sovrapposti con il tradizionale EVA (presente in minima percentuale e solo nella parte anteriore della scarpa) e la mescola Boost™ per una falcata reattiva e il massimo ritorno di energia.

adidas Supernova - recensione
Suola in gomma STRETCHWEB flessibile e gomma Continental™ per una maggiore durata e un grip eccezionale anche sul bagnato.

La scarpa ha un prezzo di listino di €140,00 ma nei negozi specializzati, come spesso capita, la si può trovare a meno.

E dopo tante parole, finalmente, veniamo ai fatti. Ai miei piedi da un paio di settimane le sto utilizzando in questa ultima parte di preparazione della quarantadue di primavera. Che dire ? 

Effettivamente la Supernova è un'altra scarpa. Niente a che vedere con il modello che l'ha preceduta e molto piu vicina alle caratteristche della energy provata un paio di anni fa.. 

adidas Supernova - recensioneOttimo feeling nelle ripetute e nelle uscite dal ritmo sostenuto (e quindi immagino perfette anche per le gare) non particolarmente apprezzate invece  quando si è trattato di andare al piccolo trotto. E se le otto versioni che l'hanno preceduta le ho sempre considerate adatte per tutte le "occasioni" guardando le mie caratteristiche (leggi postura, peso e ritmo) non me la sento di dire che un lungo lento con la nuova Supernova sia la soluzione migliore.  

Per come la vedo io la quantità "importante" di boost dell'intersuola (32mm nel tallone 22mm nell'avampiede) diventa controproducente quando non si ha la necessità di andare in spinta. 

Ma questa è solo la mia opinione perché, contrariamente ai gps, le scarpe sono soggettive e quello che non trovo congeniale in una calzatura non è detto che non risulti perfetto per un altro. Come ho letto da qualche parte, non esiste la scarpa perfetta, esiste la scarpa più adatta ad un determinato tipo di runner. 


Diadora - N6100-3
Sul mercato da inizio anno, la N-6100 di Diadora è arrivata alla versione numero 3. Di categogoria A3 con un peso di 336gr nella numerazione 10US e un drop di 10mm, questo modello riesce a combinare estrema stabilità grazie alla speciale mescola antiusura Duratech 5000 nella zona del tallone, con la comodità dell'esclusivo sistema ammortizzante Double Action² che elimina il peso degli impatti.

Dotata dell'innovativo ed esclusivo NET Breathing System (una rete in fibra sintetica ed una speciale membrana traspirante e impermeabile) aumenta la capacità di traspirazione della suola permettendo al piede di respirare.

La tomaia è in Nylon Air Mesh e Supreltech con sottopiede di montaggio in elastom EVA, plantare anatomico ed estraibile in mesh traspirante e membrana fullsize impermeabile. Rete di protezione in fibre sintetiche integrata all'intersuola realizzata in Elaston EVA espansa. Double Action² nella zona del tallone. CCB integrato all’Axeler Wi-5 Propulsion e infine la suola in Blown Flexoft Rubber nella zona anteriore e speciale mescola antiusura Duratech 5000 nella zona del tallone. Diadora - N6100-3

La scarpa ha un prezzo di listino di €145,00 e in questo periodo di saldi la si può trovare sul sito e-commerce del produttore scontata del 50%.

Ai miei piedi da un paio di mesi grazie a Diadora che mi ha permesso di provarle con tutta calma sono state utilizzate in una decina di uscite per poco piu di un centinaio di chilometri cercando, nonostante questa fase di "dolce far niente", di provarle nelle stesse situazioni che da qui ad un paio di mesi mi porteranno a preparare la maratona d'autunno.
Salite, ripetute corte, medie, lento, medio. In poche parole l'abc del runner. Diadora - N6100-3

La calzate è comoda e una volta assestate le stringhe e mossi i primi passi ci si accorge che la scarpa è morbida sul tallone e più rigida sull'avampiede il che fa già presupporre una discreta reattività se si è abituati a correre con la parte anteriore del piede.

Il peso, per me che sono abituato a correre con scarpe da 300 gr, si fa sentire ma nonostante tutto una volta ingranato la marcia non faccio troppa fatica ad arrivare a ritmi del tutto paragonabili a quelle delle scarpe che sono solito usare. E anche nell'eseguire le odiatissime ripetute le N-6100-3 svolgono il loro lavoro egregiamente.

Ma è nei ritmi lenti, quando è maggiore il tempo di contatto a terra, che ho potuto apprezzare le caratteristiche ammortizzanti di questa scarpa. Alla distanza di un lunghissimo (visto il perido di "pausa") non ci sono arrivato ma visto come si sono comportate sui venti chilometri non faccio fatica a credere che anche su distanze maggiori il risultato non può che essere il medesimo.

Cos'altro aggiungere ? Una piacevole sorpresa.


adidas UltraBoost™
Svelata alla stampa e agli addetti ai lavori al "The Corner" di New York alla fine di Gennaio la nuova adidas Ultra Boost™, disponibile da questo mese sul sito e-commerce del brand tedesco e nei negozi specializzati, si presenta con sostanziali modifiche rispetto al modello che ha rivoluzionato il mondo del running solo ventiquattro mesi fa.

Di categoria A3 da 302gr nella numerazione di riferimento (336 nel 10 US) la nuova Ultra Boost™ è dotata di tomaia in mesh Primeknit (che ingloba anche la linguetta) con densità specifica per le varie zone del piede assecondandone così la naturale espansione durante la corsa. Un seamless “tradizionale” con il supporto delegato agli elementi plastici, usati anche come “arricchimento estetico",adidas UltraBoost™
all’allacciatura e al tallone.

Una struttura innovativa della zona posteriore per permettere al tendine di Achille un movimento estremamente naturale e una soletta interna piu leggera per accogliere la forma naturale del piede del runner garantendo una calzata comoda.

La scarpa ha un differenziale di 10 mm e un nuovo TORSION® SYSTEM a doppia densità, integrato nella suola della scarpa per consentire un movimento più indipendente tra tallone e avampiede, che assicura una maggiore stabilità.

La Ultra Boost™ è inoltre dotata di una innovativa suola elasticizzata Stretch Web che si adatta e si muove insieme con il piede garantendo la massima spinta alla falcata. Una vera rete di gomma che permette un'ottima aderenza sia sull'asciutto che sul bagnato mantenendo le doti dinamiche dell’intersuola realizzata con la mescola Boost™ (incrementata del 20%) per assicurare un incredibile ritorno di energia rendendola costantemente performante in tutte le condizioni, chilometro dopo chilometro, stagione dopo stagione.
La scarpa ha un prezzo di listino di €180,00 e nei negozi specializzati, come spesso capita, la si può trovare a meno.

E anche questa volta non posso fare a meno di ringraziare adidas, che mi ha dato la possibilità di provare in anteprima e con tutta calma la nuova arrivata del brand a tre striscie. Ai miei piedi da una ventina di giorni le nuove Ultra Boost™ hanno confermato quanto di buono avevo gia trovato nei due modelli che l'hanno preceduta.
adidas UltraBoost™
Impressionante, dal mio punto di vista, la calzata. Comoda e avvolgente, sembra di indossare un calzino. E poi la stessa sensazione di "morbidezza" quando si comincia a fare qualche passo, tipica della nuova mescola. Un po' più pesanti delle energy ma, una volta calzate, è difficile percepirne la differenza.
Sette uscite per una novantina di chilometri. Ripetute, progressivi e un paio di gare: una 10k e una mezza. Ottime, già da subito, "zero bolle" sulle dita, sono perfette per lavori di velocità e un po' più "sacrificate" per  ritmi più lenti dove non si permette all'intersuola di esprimere tutta la potenzialità in termini di spinta.
Ma se vuoi spingere "chiedi" pure: le Ultra Boost™ non aspettano altro.
Una parola: promosse
adidas Supernova Glide BOOST™
E anche per la nuova versione della Supernova Glide è arrivato il momento di diventare BOOST™. La scarpa da running che già dalle prime versioni si è saputa ricavare un proprio spazio tra l'ampio panorama delle scarpe appartenenti alla categoria "massimo ammortizzamento" è stata rinnovata nella forma ma, soprattutto, nella sostanza con l'intruduzione della nuova mescola nell'intersuola per rendere migliore la corsa combinando morbidezza, comfort e reattività assicurando maggiore efficienza nella falcata, in ogni condizione climatica e senza compromettere il confort.
adidas Supernova Glide BOOST™
Di categoria A3 da 295gr nella numerazione di riferimento (320 nel 10US) La SNova Glige 6 ha la tomaia realizzata in Engineered Mesh che consente una migliore traspirazione ed una calzata più ergonomica, ha rinforzi termosaldati nella parte anteriore e più consistenti nella parte centrale. Soletta interna preformata in EVA per garantire confort e calzata ottimale. Intersuola a due strati sovrapposti: il tradizionale adiPRENE® nella parte a contatto con il piede e il nuovo materiale BOOST™, frutto della collaborazione con i laboratori BASF, a contatto con la suola in gomma Continental™. Infine TORSION® SYSTEM per garantire l'integrità dell'arco plantare. 
La scarpa ha un prezzo di listino di €135,00 e nei negozi specializzati, come spesso capita, la si può trovare a meno. 
adidas Supernova Glide BOOST™
E anche questa volta, grazie ad adidas, ho avuto la possibilità di testare con tutta calma la nuova nata della casa tedesca.
Ai miei piedi da una trentina di giorni, le nuove SNova Glide 6, hanno brillantemente superato l'esame confermando, anche questa volta, le aspettative riposte in questo modello. Sette uscite per centoventi chilometri e diverse le risposte da ottenere: ripetute medie, ripetute lunghe, il lunghissimo, la gara. Esame superato in tutte le occasioni. E se la reattività nel primo modello di scarpa con la tecnologia BOOST™ è addirittura "esplosiva" tanto da renderle adatte, dal mio punto di vista, prevalentemente per i "lavori" dove tocca spingere nella nuova SNova Glide una minore percentuale del nuovo materiale (55%), nella realizzazione dell'intersuola, ne permette un uso più versatile rendendo questa scarpa la compagna ideale con cui condividere ogni tipo di allenamento (e/o gara). 
Quattro aggettivi: comoda, protettiva, leggera, reattiva e due sole parole: da PROVARE!

Brooks Glycerin 11
Arrivata alla versione numero undici ed in vendita già da un paio di mesi, la Glycerin® che troviamo sugli scaffali differisce sia nella forma che nella sostanza dal modello che l'ha preceduta.

Di categoria A3 neutra da 334 gr nella numerazione di riferimento (346gr nel 10US), la nuova nata di casa Brooks ha la tomaia in microfibra realizzata con la 3D Fit Print Technology che impega un sistema a stampa per creare sovrapposizioni e consentire di ridurre significativamente il peso del supporto, cuciture ridotte al minimo e una linguetta ancora più "soft": il tutto per rendere la calzata ancora più comoda e avvolgente.

Ma è nella suola che si trova la novità più evidente con la scomparsa del tradizionale shank mediale DRB™ Accel che serviva a migliorare il controllo della torsione del piede. Rimosso anche l'inserto in termoplastica sostituito da una maggiorata quantità di schiuma. Brooks Glycerin 11
Questa soluzione consente uno spostamento graduale dell’appoggio verso il centro del piede aumentando la stabilità in corsa e ottimizzando l’uso dell’avampiede, assicurando il supporto nella zona del mesopiede, sia nella parte mediale che in quella laterale, dal POD in gomma.

L'intersuola, ridisegnata anch'essa, è realizzata da due parti: lo strato superiore è più morbido ed è stato applicato per migliorare la capacità di risposta agli urti della scarpa, quello inferiore è invece maggiormente flessibile ed elastico, per adattarsi in maniera ottimale al movimento del piede in fase di corsa e permettere una dinamica più reattiva e fluida.

Alle caratteristiche specifiche di questi materiali di impiego, si aggiunge una nuova geometria che configura l’inserto dell’intersuola per ottimizzare le qualità della mescola di DNA® della suola. E poichè runners di peso diverso hanno bisogno di supporto diverso il team di ricerca della casa americana ha sviluppato tre diverse densità di materiale (TDM - Tuned Density Midsole) per garantire il giusto grado di ammortizzazione.

La scarpa ha un prezzo di listino di €160,00 ma nei negozi specializzati la si può trovare a meno.

Brooks Glycerin 11 Ai miei piedi da tre settimane ho avuto modo, grazie a Brooks Italia che me ne ha dato la possibilità, di testarle in tutta calma. Tredici uscite per oltre centottanta chilometri per poter dire "promosse". Le buone impressioni cominciano appena calzate. Comode, avvolgenti e soprattutto "morbide".

Lento, progressivo, ripetetute corte, lunghe e in salita. Esame superato in ogni situazione.

E poi, per concludere il test, il lungo. La prova che una scarpa di questa categoria con determinate caratteristiche di ammortizzazione e protezione non può non superare. E in effetti la nuova Glycerin® non delude le aspettative.
Ventinove chilometri e due ore e quindici minuti sulle gambe a diversi ritmi senza problemi.
In poche parole: una ottima A3.
In vendita già da qualche mese la PowerGrid Triumph 10, si presenta al pubblico con un nuovo design e soprattutto con una ulteriore cura dimagrante (- 15gr) che le permette di scendere sotto la soglia dei 300gr mantenendo inalterate le caratteristiche di protezione e ammortizzazione che l'hanno da sempre contraddistinta.

Di Categoria A3 neutra da 295 gr nella numerazione di riferimento (305gr nel 10US), la Triumph 10 mantiene lo stesso drop tacco-punta da 8mm introdotto nella versione precedente, riduzione che permette una rullata più naturale spostando l'area di impatto con il terreno dal tallone verso l'avampiede.
L'intersuola, componente essenziale della calzatura per garantire confort e protezione al piede, è di tipo multistrato: PowerGrid con PowerFoam esteso su tutta la pianta assicura ammortizzamento e reattività ai massimi livelli, SSL Saucony Superlight EVA (una speciale mescola in EVA soffiata) 15% più leggera di quella classica e SRC (Super Rebound Compound) Impact Zone, evoluzione dell'HRC, garantisce il 15% in più di risposta elastica all'impatto con il terreno e dura il 10% in più dell'EVA.
La suola in gomma soffiata IBR+ (più leggera e resistente delle serie Saucony) e inserti in carbonio XT900 con eccezionali proprietà di resistenza all'usura, ridisegnata anche questa, presenta un tallone interamente sdoppiato e, nella parte anteriore, 4 intagli più lunghi e profondi per una maggiore flessibilità. Soletta ComfortRide in schiuma EVA Premium a cella aperta antibatterica e traspirante bordata, per alloggiare meglio il piede. Tomaia in nylon air mesh traspirante a rete aperta Sauc-Fit per assecondare i movimenti del piede e favorire la massima traspirabilità con le zone di supporto "nascoste" sotto lo strato di mesh. Interno tallone/linguetta in HydraMax traspirante, antisfregamento che favorisce l'eliminazione dell'umidità e conchiglia di mantenimento sul tallone.
La scarpa ha un prezzo di listino €185,00 ma nei negozi specializzati la si può trovare a meno. Ai miei piedi già da un paio di mesi grazie a Saucony che mi ha permesso di provarle con tutta calma la nuova Triumph 10, per quel che mi riguarda, ha brillantemente superato l'esame. È stato sufficiente inodssarle per avere già delle ottime senzazioni: comode, calzata avvolgente e morbida nell'appoggio con il terreno.

Esordio con la diecik di Saronno e replica appena sette giorni dopo sotto il dilivio di Monza. Buone sull'asciutto e altrettanto buone sul pavè bagnato. Protettive per i ritmi lenti e reattive appena si decide di cambiare marcia. A questo punto per poter dire conslusa la prova toccherebbe sottoporle alla prova del lunghissimo quando tocca stare sulle gambe per più di due ore ma, per come si sono comportate in questi due mesi, non vedo perchè non debbano superare anche questo ultimo test.   
adidas Energy Boost
Presentata in grande stile a New York il 13 Febbraio in diretta mondiale, la nuova Adidas Energy BOOST™ viene lanciata sul mercato come un progetto innovativo grazie al nuovo materiale utilizzato per la realizzazione dell'intersuola sviluppato e messo a punto nei laboratori della BASF, azienda chimica leader a livello mondiale.
Di categoria A3 da 270 gr nella numerazione 9 US (320 nel 11 US) quello che a prima vista colpisce è l'aspetto della nuova intersuola, o meglio quello che ricorda: il polistirolo.
Ma l'aspetto curioso invece nasconde il segreto della nuova nata della casa a tre striscie: migliaia di capsule che, attraverso la frantumazione del materiale granulare solido (TPU), garantiscono un ritorno di energia superiore a quello offerto dalla classica intersuola realizzata in EVA.
Ma le differenze non si limitano solo al ritorno di energia offerto. La mescola BOOST™ è più morbida, conserva più a lungo le sue caratteristiche rispetto all'intersuola EVA la cui capacità ammortizzante decresce con il passare del tempo ed infine è meno "sensibile" alle condizioni climatiche garantendo le sue caratteristiche per un range di temperature che vanno da -20° a +40°.
La tomaia techfit™ è realizzata in mesh elastico che si adatta alla forma del piede mantenendolo fresco. Leggera e priva di cuciture contribuisce a ridurre il peso della scarpa avvolgendo il piede come una seconda pelle. adidas Energy BoostIntersuola ribassata (22mm sul tallone, 12mm all'avampiede), controtallone protettivo, la collaudata tecnologia TORSION® SYSTEM per garantire l'integrità dell'arco plantare e suola ADIWEAR™ per offrire il massimo in fatto di resistenza nei punti più soggetti a usura.
La scarpa ha un prezzo di listino di €150,00 ma nei negozi specializzati la si può trovare a meno. E grazie ad adidas anche io ho avuto modo di testare le nuove BOOST™ con tutta calma. Comode, leggere e con la calzata molto avvolgente tanto da non sentire nemmeno la necessità di tirare troppo i lacci.
Ai miei piedi da una trentina di giorni sono state parte attiva delle mie corse per una decina di volte ed un totale di centotrenta chilometri.
Arrivate alla fine della preparazione di una maratona, non ho potuto, almeno all'inizio, apprezzare appieno le potenzialità della scarpa.
In fase di scarico, stanco e anche un po' "svuotato", mi sono limitato ad incrementare il numero di chilometri come in una sorta di rodaggio della durata di un paio di settimane.
Protettiva, morbida e, se paragonata alla response 20, addirittura troppo. Ma reattiva, sorprendentemente reattiva.
adidas Energy Boost
Bello, una volta archiviato l'appuntamento con la quarantadue capitolina, correre senza pensieri e accorgersi, a soli 5 giorni da una maratona, di andare a ritmo gara appena dopo poche centinaia di metri e senza quasi rendersene conto. Sensazioni confermate poi in gara appena due giorni dopo. Ventun chilometri sotto il diluvio e il ritmo che quasi non ne risente.
Che queste scarpe possano fare miracoli e regalare secondi, come ho letto in giro, io non sono in grado di poterlo affermare.
Una cosa però mi sento ti poterla dire: queste scarpe ti portano a spingere. E di brutto.
adidas Supernova Glide 4
Arrivata alla versione numero quattro, la nuova Supernova Glide, si presenta al pubblico rinnovata nella forma e soprattutto nella sostanza. Di categoria A3 da 315 gr nella numerazione 9 US (325gr nel 10 US), la SNova Glide 4 risulta essere, rispetto al modello che l'ha preceduta, più leggera di un bel 10% mantenendo inalterate le caratteristiche di ammortizzazione che ha sempre contraddistinto questo modello. La tomaia è realizzata in Air Mesh traspirante ed è stata privata di molti inserti contenitivi lasciando maggiore spazio ad un tessuto a trama esagonale. Intersuola in EVA con l'inserto adiPRENEPlus® per tutta la lunghezza dell'avampiede, TORSION® SYSTEM nella zona mediale e adiPRENE® nel tallone per proteggere il piede in fase di adidas Supernova Glide 4 appoggio. Dotata inoltre, di ammortizzazione FORMOTION™ 3D (una coppia di inserti sintetici sagomati e sovrapposti fra loro) in grado di adattarsi ai movimenti del piede). Soletta interna in EVA e predisposizione per il sensore miCoach Pacer.
La scarpa ha un prezzo di listino di €136,00 ma nei negozi specializzati la si può trovare a meno.
E grazie ad adidas anche a me è stata data la possibilità di testare con tutta calma le nuove SNova 4.
Ai miei piedi da una trentina di giorni, hanno brillantemente superato l'esame. Comoda, avvolgente la calzata, morbida quanto basta nell'impatto con il terreno (meno della SNova 3 ma molto più della Response 20) e sufficientemente reattive anche per i lavori di variazione di ritmo. Ottime per i lunghi (impensabile il contrario per una scarpa di questa categoria) ma buone anche per le gare.
Una dozzina di chilometri come rodaggio e già alla seconda uscita, in piena preparazione adidas Supernova Glide 4 venicemarathon, è toccato sottoporle all'esame del lungo in calendario nel fine settimana: due ore e mezza sulle gambe senza nessuna "controindicazione". E avendone apprezzato le qualità, decidere di utilizzarle anche per le restanti tre settimane mi è sembrata la scelta più sensata.
Indossarle poi all'appuntamento in laguna non poteva che essere la logica conseguenza.
Cosa aggiungere? Promosse.
adidas Response Cushion 19
Descritta come una scarpa progettata per offrire una corsa regolare nel massimo del confort la Response Cushion 19, di categoria A3 da 330 grammi nella numerazione 9 US (346gr nel 10.5 US), è dotata della tecnologia FORMOTION™ per adattarsi alle caratteristiche della superficie. Tomaia Airmesh e fodera CLIMALITE® per garantire freschezza e confort. Soletta interna in EVA anatomica. La tecnologia adiPRENE®+ nell'avampiede per offrire propulsione ed efficienza nel tempo e sotto il tallone per ammortizzare gli impatti sul terreno. Massima resistenza anche nei punti più soggetti a usura grazie alla suola adiWEAR® e integrità dell'arco plantare garantito dal TORSION® SYSTEM nella zona mediale.
Compatibile, come le sorelle maggiori, con il sistema miCoach Pacer ha un prezzo di listino di 100,00 euro.
E grazie ad adidas ho avuto la possibilità di testare la nuova nata della casa a tre strisce.adidas Response Cushion 19
Messa a confronto con il precedente modello si può notare una diversa conformazione dell'avanpiede e alcune differenze estetiche che, se questo può avere qualche importanza, le rende, dal mio punto di vista, anche più bella.
La calzata, anche se non avvolgente come quella della Glide, è comoda e non mi sembra molto diversa dalla precedente versione che ancora possiedo. Ben ammortizzata ma decisamnte meno "morbida" della Supernova, il modello testato in precedenza.
Dopo un breve "collaudo", giusto per saggiare il prodotto, ho atteso di archiviare l'impegno in laguna prima di cominciare il test vero e proprio. Poco più di un centinaio di chilometri, dai 45 minuti per 9km alle due ore per il lungo da 25km, divisi equamente tra asfalto e sterrato e, in occasione di una tiratissima "10k" per le vie di Milano, anche sul classico  pavè di cui il centro cittadino è lastricato e dove le caratteristiche ammortizzanti di una scarpa, non possono che essere esaltate per la felicità delle articolazioni.
E anche quando è toccato cimentarmi nelle odiatissime ripetute ho potuto constatare che, anche nei cambi di ritmo, la scarpa dimostra di avere una buona reattività.
adidas Response Cushion 19
Il giudizio finale che mi sento di dare, alla luce delle impressioni avute in queste due settimane, è piu che positivo e non posso fare a meno di consigliarle.
Il problema a questo punto, dopo aver testato anche la Glide 2, è cosa preferire.
A ritmi blandi, considerato che mi porto in giro 72 chili, la scelta ricadrebbe sulla sorella maggiore, a ritmi più sostenuti sicuramente sulla nuova Response.
In pratica le scelgo tutte e due.