venerdì, marzo 28, 2014

XX Maratona di Roma

Venticinque, come le maratone portate a termine. Nove, come le volte che ho tagliato il traguardo nella città eterna e quarantotto, come i qurantotto maledetti secondi che da domenica mi separano dal Muro, quello con la "emme" maiuscola.
Sveglia, colazione e dopo aver controllato, per l'ennesima volta, il contenuto dello zaino via in metropolitana destinazione "Circo Massimo". Il cielo, come previsto, non promette niente di buono e la conferma arriva appena uscito in superficie quando una leggera pioggia ci da il benvenuto.
Sono passate da poco le sette e Via San Gregorio è praticamente deserta. Ancora pochi i partecipanti e soprattutto nessun TIR ad attenderci per la consegna degli zaini posizionati, invece, dove nelle passate edizioni era posta la "finish line". Cambio d'abito, consegna borsa e di nuovo sotto il Colosseo per l'appuntamento con Giancarlo, Gianluca, Mauro e il non pervenuto Alessandro.
Quattro chiacchere, un paio di foto e dopo aver salutato anche Marco venuto appositamente per noi, ci si avvia, destinazione "Area partenza B", nonostante le proteste di Giancarlo ("è troppo presto", "manca mezz'ora", "che facciamo una volta li").
Solita snervante attesa, almeno un paio di acquazzoni "tipo caraibi" e poco prima delle nove, inzuppati a dovere e accompagnati dalle note di "The Final Countdown" degli Europe si parte. 
I pacer sono davanti ma al momento non mi preoccupo, un occhio alla strada e uno al Garmin e per una volta il passo è quello desiderato già dalle prime battute.
Teatro di Marcello, Circo Massimo, Piramide, Stazione Ostiense (novità 2014) con il Ponte Settimia Spizzichino, S.Paolo e al sesto, in 25' e spiccioli. Come da manuale. Lungotevere dei Papareschi, Testaccio, Via Marmorata, Lungotevere dei Tebaldi e il passaggio al quindicesimo sotto i sessantaquattro minuti. Sto bene, non piove e addirittura un tiepido sole ci sta accompagnando, ormai, da diversi chilometri. Riesco persino a godermi il panorama apprezzando anche le modifiche apportate in questa prima parte del percorso. I pacer continuano a precedermi ma, dopo aver acquisito un discreto margine, la distanza che ci separa tende ad assottigliarsi. Cento metri, forse meno e, tempo qualche chilometro, li aggancio. Ponte Cavour dove attraversiamo per la terza volta il Tevere,
Via della Traspontina e, una volta girato l'angolo, Via della Concilizione con il Cupolone che ti appare all'improvviso nella sua immensità. Via Cola di Rienzo, Viale Giulio Cesare e Via della Giuliana dove, sul tappeto Tds della mezza, transito assieme al gruppo dei palloncini gialli, agganciati da qualche minuto, una trentina di secondi sotto i novanta. Il cielo è tornato ad essere minaccioso e anche il vento ci mette del suo. Ventidue, ventitre, l'Olimpico al venticinquesimo e, poco prima di attraversare nuovamente il fiume sul Ponte Duca d'Aosta ricomincia a piovere copiosamente. Provo anche a prendere l'iniziativa, cercando di abbandonare la simpatica compagnia, ma le raffiche di vento mi fanno immediatamente rinsavire. Lungotevere dell'Acqua Acetosa e la parte più dura del percorso introdotta un paio di anni fa. Una leggera pendenza prima e una decisa salita dopo che porta, una volta "scollinato" al ventinovesimo, al vecchio villaggio olimpico con le vie dedicate ai paesi di tutto il mondo. Una sorta di spartiacque. Superare indenni questa asperità senza pagare dazio significa, viste le mie precedenti esperienze, avere buone possibilità di portare a casa il risultato. Lunga un migliaio di metri sembra non avere mai fine ma stavolta l'epilogo è di tutt'altra natura con il Garmin che indica un incoraggiante quattro e ventidue.
Lungotevere delle Navi, Lungotevere Arnaldo da Brescia, sottopasso di Ripetta, il vento ora, come ci aveva preannunciato Giancarlo, è contrario ma in gruppo non infastidisce più di tanto. Ne ho ancora e mentre mi accingo a godermi lo spettacolo dei chilometri che il mondo ci invidia e tempo di cominciare a fare un po' di calcoli. A naso ci siamo e anche con margine. Ara Pacis, Piazza Navona, Largo di Torre Argentina, Piazza Venezia e la lunghissima Via del Corso, il passo non è più brillante e già da qualche centinaio di metri ho perso contatto con gli angeli custodi. Ma non me ne curo più di tanto, forte di un calcolo che, alla luce dei fatti, si rileverà errato. Cinque, sei secondi lasciati per strada e la stanchezza che comincia a farsi sentire.Piazza del Popolo, Piazza di Spagna e la sensazione, nonostante quanto visualizzato dal Garmin, che la benzina possa finire da un momento all'altro. Quarantesimo e l'ultima asperità da trecentoquarantasette metri del "Traforo Umberto I" che pongono fine ai sogni di gloria.
Sono stanco e la salita lascia il segno. Non riesco più a spingere e il tunnel sembra non avere mai fine. Ormai qualsiasi calcolo è inutile. Tocca stringere i denti.
Poco più di mille metri da fare con quel che rimane delle ultime maltodestrine ingerite al trentacinquesimo. Via Mialno, Via Nazionale, Piazza Venezia e finalmente la sagoma della finish line che prende forma.
Duecento, cento, cinquanta metri e la certezza di aver fallito l'obiettivo una volta messo a fuoco il diplay TDS: tre-zero-zero e spiccioli.
Deluso ? Certo. Mentirei se dicessi il contrario. Eppure, a mente fredda, mi rendo conto di aver portato a casa una grande maratona su un percorso, nonostante le modifiche, sempre difficile e con condizioni climatiche non ideali. Il muro è ancora in piedi e forse, vista anche l'età, comincio a pensare che non cadrà mai. Ma io insisto e continuo a scegliere le gare in funzione della bellezza della città che le ospita e se questo vorrà dire non provare mai la soddisfazione di un "under3hours", poco male.
Me ne farò una ragione.

36 commenti:

  1. una grande gara...in quelle condizioni meteo poi.
    Complimenti

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  2. intanto complimenti!
    e poi secondo me hai le carte in regola per abbatterlo quel muro. Sappiamo entrambi che Roma non è una maratona veloce, perciò non l'ideale per giocarsi un personale.

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    1. lo so. però mi piace, ma proprio tanto

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  3. Abbiamo già parlato ampiamente di questo risultato,ci speravo e ci credevo anch'io per il tuo under 180' ma quando ho visto il meteo e sapendo che già il percorso non è facile ho avuto paura che crollassi invece hai tenuto quasi fino alla fine mancando il risultato per 200 metri...sei stato grandioso!!!
    Però se ti piace correre nelle belle città non vuol dire che i percorsi siano per forza difficili...Berlino...Londra...Parigi...pensaci!

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  4. Grandissimo, ma davvero grandissimo risultato in una Maratona dura e muscolare come Roma e in condizioni meteorologiche non favorevoli. Il muro dei 180' ha vacillato, è stato ad un passo dal crollare... ormai ha i giorni contati!
    Complimenti anche per il bellissimo racconto!

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  5. Ci siamo giá detti tutto. Vai a Berlino... spendi quanto a Roma e spacchi.
    Rb

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  6. Caro Nino, ho seguito la tua gara in diretta e mi sono inizialmente arrabbiato più di te per quei 150-200 metri che ti hanno separato dall'abbattere il Muro (con la "m" maiuscola).

    Hai enorme esperienza di maratone, mentre io ne ho corsa solamente una quattro mesi fa, però è evidente che 3h00'48 a Roma ed in quelle condizioni meteorologiche vale un agevole (e dico agevole) under 180' su un tracciato "normale" come Firenze, Torino, Milano, Londra o Berlino.
    Io mi sono già iscritto a Berlino, spero che tu voglia seguire il consiglio di RB e raggiungermi nella capitale tedesca.
    Complimenti davvero per la gara pazzesca di domenica scorsa.
    Leo

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  7. Il tuo muro è più nella testa che nel fisico..e rischia di essere più duro di quanto sia, se continui a sbattergli contro; allenati per sbriciolarlo, non per um 2'59'59"; le gambe le hai!
    ...complimenti per la maratona che hai corso!

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  8. Sinceri Complimenti!!
    vedila come una nuova sfida per sfondare il Muro!

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  9. Complimenti, ovviamente non per il risultato che non è quello sperato ma per la franchezza con cui lo hai ammesso e l'analisi di quanto vissuto.. Stare sul web onestamente è anche questo

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  10. Bravo Nino.
    Posso comprendere ma non capire la tua delusione. Vuoi scendere sotto le tre ore? Facile (per te, ovviamente): basta scegliere una maratona con un percorso più veloce! L'under 180' è un risultato alla tua portata, però se lo vuoi fare in una gara non semplice...

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    1. e perche non dovrei essere deluso. magari il muro lo avrei mancato comunque. ma se sbaglio a fare i calcoli....... in ogni caso a me la maratona di roma piace troppo.

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    2. Per me è la più bella, ma il tempo lo vado a fare da un'altra parte ;-)

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    3. ti confessero che questo e il mio secondo pb che ottengo a roma

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  11. Comunque grande prestazione. Il mio non pervenuto è dovuto al fatto che non avevo capito dove diavolo foste (poco pratico di roma) e soprattutto notte insonne quindi molta poca lucidità! Perché non provi ad abbattere il muro a Trieste?

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    1. grazie. un peccato non esserci incontrati. comuqnue la foto di gaincarlo era autoesplicativa. come hai fatto a non trovarci ? trieste ? io la bora l'ho già provata a ottobre 2012. una volta basta e avanza

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  12. Per me quei secondi non valgono niente, sono solo numeri su un pezzo di carta, vali molto di più di quel pezzo di carta
    Grande Ninuzzo!

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  13. che ti sia comunque proposto l'under 3h su un percorso così ostico ti fa onore e sono sicuro che ti ha dato una grande iniezione di fiducia per il futuro
    ora devi solo fare la cottura finale per gustarti il piatto in tutta serenità

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  14. Nino!! riesco a leggere solo ora...so bene cosa provi, ma ti dico di tenere duro e sicuramente se fosse stato a milano il muro lo avresti buttato giù!!

    Dai dai!!

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  15. lo so. per come l'ho corsa ne sono convinto.
    intanto mi tengo stretto il mio nuovo pb

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  16. L'anno prossimo ci proveremo entrambi ad andare sotto le 3 ore...eterni insoddisfatti, ce la faremo...

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  17. Nino hai fatto una grande gara in un percorso nn semplice e meteo non favorevole........a Milano il muro sarebbe crollato............DAJEEEE

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    1. grazie.
      ps visto il clima di domenica non rimpiango affatto la scelta

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  18. No Nino, così non va proprio.. NO NO NO NO
    ma che me combini? 48'' di ritardo su 42.195 km?!? cioè parliamo di circa 1,14 secondi/km, no dico, ma ti rendi conto?!?
    lo sai che significa no?!?
    TE LA SEI PRESA COMODA, QUESTA E' LA VERITA'
    ma che te pensavi che con quel meteo, il giro cambiato, i sanpietrini e tutto il resto, scendere sotto i 180 fosse una pratica già in tasca semplicemente perchè SEI UNO DE QUELLI FORTI?!? O FORSE PECHE' NON ERA LA PRIMA ROMA CHE FACEVI?!?
    nine', x scenne sotto le tre, e to lo dice na' schiappa, se hai tutte le carte in regola x farlo, tutte le altre componenti devono girare per il verso giusto, tutto dev'essere perfetto.. e tu di perfetto hai trovato solo la tua costanza, NONOSTANTE TUTTO!
    L'under 180 x me, virtualmente, ce l'hai già in tasca e non di qualche secondo ma parliamo di minuti!

    QUINDI NON CE ROMPE CON LA MATEMATICA DEI NUMERI COME RB e GODITI QUESTO GRANDE RISULTATO... TUTTO IL RESTO E' NOIA!!!
    un abbraccio tRop RUNNER

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