lunedì, febbraio 02, 2015

#cityrunners, buona la prima

Nove e trenta, sole, cielo terso e una temperatura di tre gradi. Ingredienti di un sabato mattina al campo XXV Aprile in compagnia dei ragazzi di adidas, dei #cityrunners e del coach Rondelli pronto a dispensare consigli e frasi di incoraggiamento del tipo "a Sparta avrebbero già risolto i problemi...".
Un paio di giri di riscaldamento su un tartan completamente ghiacciato e poi spazio agli esercizi agli ostacoli e sul posto. Skip, saltelli, stretching e una dozzina di anni di "onorata carriera" bruciata in un attimo: impacciato, scoordinato e con la grazia di un elefante in un negozio di cristallerie.
Giusto una ventina di minuti sotto lo sguardo attento del Mister e poi, terminato il "supplizio", spazio alla pista. Si comincia con un quattromilametri o più semplicemente dieci giri da fare con ritmo a piacere. Il buon senso suggerirebbe un'andatura tranquilla ma una volta appurata l'assenza di particolari fastidi provo a spingere un po' sull'acceleratore.
Troppo ghiotta l'occasione per non provarci e troppo la voglia per ritrovare certi ritmi anche se, considerata la sosta, sono consapevole di non avere ancora una sufficiente "autonomia".
Qualche minuto per rifiatare e poi, divisi in tre gruppi, sotto con un duemila piuttosto allegro.
Cinque giri tirati che alla fine riesco sorprendentemente a portare a casa in otto e venti. Per chiudere la misurazione della massa grassa tramite impedenziometro (orrore!!!!), qualche altro giro defaticante e poi sotto la doccia prima di un meritatissimo recovery meal.
Come inizio non sembra affatto male.


3 commenti:

  1. Caspita, Nino, roba seria! Sembra proprio una sessione di allenamento da atleti di quelli forti... bello, davvero bello!

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  2. Ma allora sei un professionista!!!! Io ho dimenticato l'ultimo allenamento in pista.....

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  3. Ci si impegna ma ci si diverte molto. E ogni tanto correre pista e davvero bello. Solo ogni tanto però

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