mercoledì, giugno 23, 2010

Naviglio pavese


Approfittando di una giornata di ferie passata dai miei è stato bello tornare a correre, dopo qualche anno, sull'alzaia del naviglio pavese. Un lungo rettilineo che costeggia il canale e che, partendo dalla darsena di Milano, raggiunge Pavia dopo trentina di chilometri, quello che ormai da più di vent'anni è il percorso della gara che collega le due città lombarde.
Una lunga striscia d'asfalto, che per molti tratti è riservata ai soli mezzi agricoli diventata, ovviamente, "terra di conquista" per runners e ciclisti.
Con il solo obiettivo di incrementare autonomia e ritmo sono partito senza avere un'idea precisa di dove porre il giro di boa ma con una sola certezza: direzione Milano.
La giornata non è caldissima ma la temperatura è comunque intorno ai 28° e, ad essere sinceri, partire alle quattro e mezza del pomeriggio non è la cosa più intelligente da fare.
Eppure nostante il clima, il passo che riesco a tenere è decisamente "allegro", almeno per i primi 40 minuti. Poi, ovviamente, la stanchezza comincia a farsi sentire e il ritmo cala di conseguenza. Ma forse neanche troppo.
Poco più di 16 chilometri in un'ora, 12 minuti e spiccioli. Secondo me, niente male.

5 commenti:

  1. Direi proprio niente male... ;-)

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  2. considerando l'orario ottimo direi...allora siamo compagni di naviglio, anche se tu "pavese" e io "martesana"..

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  3. in realtà da quando sono sposato il naviglio mi viene un po' lontano.....

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  4. Una bella media: è davvero buona considerando poi l'orario non proprio congeniale. Te lo dice uno che mannaggia è decisamente deallenato. Invidia :-)

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  5. Per i 28 gradi che c'erano, sei andato forte.
    Secondo me non c'e' niente di piu' bello che fare una corsa/allenamento infrasettimanale senza l'ansia di dover tornare al lavoro(di solito corro in pausa paranzo). Dopo una bella doccia uno ha tempo di rilassarsi un attimo.
    ciao

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