mercoledì, maggio 07, 2014

3° Eco Trail del Parco del Ticino

Terza gara in otto giorni e prima partecipazione a questa eco trail con un bel percorso disegnato all'interno del parco del Ticino. Poco, davvero poco, asfalto e sterrato a volontà come si conviene per una gara di questo tipo. Ritrovo, partenza e arrivo presso il Santuario del Varallino a Galliate, parcheggio comodo, servizi e un bar. Non tantissimi, quattrocento (358 all'arrivo), i partecipanti alla agonistica e un po' di più (circa cinquecento) quelli della non competitiva, ma all'arrivo, tutti entusiasti per la bellezza del percorso. Nove e zero-uno e al classico colpo di pistola si parte. Subito davanti nelle prime posizioni e passo impostato attorno ai quattro. Non supero i quindici chiometri da ormai troppo tempo e una partenza troppo veloce potrebbe solo portarmi a correre tutta la seconda parte di gara con la spia della riserva accesa. Un chilometro e si entra nei boschi per un'esperienza che per me è del tutto nuova. Siamo sul Ticino, non mi aspetto un percorso con grandi asperità ma di sicuro posso escludere un percorso piatto. E la prima risposta ai miei interrogativi non tarda a venire. Discese, salite, dossi, cunette.
Niente di proibitivo ma alla lunga, non essendo abituato a questo genere di gare, sono convinto che le gambe presenteranno il conto e, forse, anche gli interessi. Il fondo, nonostante le pioggie del venerdì, è solo un po' umido e non crea grossi problmi di tenuta. Spingo, o almeno così credo, non riuscendo a capire l'attendbilità di quanto visualizzato dal garmin.
Le posizioni sembrano cristallizzate, non faccio sorpassi, ne li subisco. Il percorso è davvero bello e non ci si annoia distratti da quanto ci circonda. All'ottavo si abbandona il bosco e si percorre una lunga striscia di sterrato sotto il sole prima di immergersi nuovamente nel verde condividendo uno stretto sentiero con quelli della non competitiva. E per qualche centinaio di metri tocca fare di necessità virtù: sentiero stretto e nessuna (o quasi) possibilità di sorpassi. E allora ne approfitto per rifiatare prima di riprendere a spingere. Di nuovo sotto il sole per un migliaio di metri prima di rientrare nel bosco costeggiando, su uno stretto sentiero, un canale per un paio di chilometri. Di nuovo asfalto e ultima "asperità" dove pago dazio subendo gli unici due sorpassi della giornata.
Gambe di legno ma il più è fatto. Ultimi millecinquecento metri. Il santuario è lì davanti, lo vedo, eppure sembra ancora lontanissimo. A naso sei minuti, forse meno e anche questa gara va in archivio. Tentativo di sprint, metri recuperati ma quello che mi precede riesce a mantenere un piccolo vantaggio. Chiudo in settantasei minuti e spiccioli e come primo trail non potevo chiedere di meglio.


7 commenti:

  1. Scusa Nino...ma il mio "vai tranquillo che è per lo più piatto" è stato influenzato dagli allenamenti montane con pendenze da paura che sto facendo in questi giorni per le gare trail che farò...forse avrei dovuto dirti "è un po collinare...stai attento!"
    Comunque sei andato alla grande!
    Ciao caro;-)

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    1. Vabbe ti perdono. Con quello che stai preparando e ovvio che il resto è piatto

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  2. Complimenti Nino, davvero un grande risultato!

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  3. Bella gara, complimenti!
    E' stato piacevole leggere il tuo post, hai descritto molti dei sentieri dei miei allenamenti nel Parco del TIcino!
    Belli, vero? Non grande dislivello, ma dopo un po' i sentieri sconnessi e le dune ti fanno pagare dazio...

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    1. bei posti. sei fortunato a poterci correre sempre

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