lunedì, febbraio 20, 2017

13° Vittuon(e) Cup

13° mezza del castello - http://www.antonini-foto.it
Tempo di pettorale. Finalmente è arrivato anche per me il momento di appuntare un numero alla maglietta e, come ormai capita da alcuni anni, tocca a Vittuone e la sua mezza il compito di tenere a battesimo la stagione 2017.

Ritiro pettorale, cambio d'abito e, senza troppa convinzione, alle otto e trenta in strada per abbozzare un riscaldamento che si possa definire tale prima di "conquistare"  un posto di categoria non troppo distante dal gonfiabile posto sulla linea di partenza.

Nove e zero-uno e iniziano le danze. Tocca provarci. E se a Busto l'obiettivo dei novanta minuti era forse un azzardo a quarantatre giorni dalla maratona è il minimo che mi possa aspettare da questa gara. Almeno sulla carta. 

Perchè una volta partiti e agganciato il trenino giusto le cose diventano un
13° mezza del castellotantino più complicate: sgranato il gruppo e imboccato il canalone faccio fatica, troppa fatica, a rimanere a contatto con quelli che dovrebbero farmi da "guida". Eppure non sto andando male, anzi e, quanto visualizzato dal Garmin, non può che confermare le buone sensazioni. Sto bene e mi sto anche divertendo come non succedeva da tempo ma la mancanza di competizioni non mi permette di capire fino a che punto si possa osare. 

Le gambe vanno ma il simpatico trenino, almeno in questa parte di gara, ha decisamente un'altra marcia. Marcia che anche io provo a cambiare una volta imboccato la provinciale che porta a Cornaredo. Tanto non ho nulla da perdere. E allora si prova ad allungare: sette chilometri sotto i quattro e dieci con un passaggio al decimo in quarantadue e al quindicesimo appena sopra i sessantadue. 
13° mezza del castelloI due terzi di questa mezza me li sono lasciati alle spalle e anche se non riesco ad essere brillante come nella seconda parte di gara mi rendo conto di poter puntare ad un crono di tutto rispetto.

Tocca resistere. Qualche posizione persa, qualche posizione guadagnata e la finish-line sempre più vicina. Il ritmo è ancora buono e la vista in lontananza del sovrapasso pedonale ha il merito di sortire insperate energie per la volata finale.
Volata che non posso non fare. Ci devo provare. Ci voglio provare. 

E che soddisfazione vedere poi, sul display del Garmin, il "7" come seconda cifra dei minuti.

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