mercoledì, ottobre 28, 2015

30° venicemarathon

30° venicemarathon
Dopo quattro lunghi mesi a macinare chilometri è nuovamente arrivato il momento di indossare il pettorale di una quarantadue: Venicemarathon edizione numero trenta, per quel che mi riguarda, la sesta. 
E devo riconoscere che si è trattato di un fantastico fine settimana sotto ogni punto di vista: la città, che non ha certo bisogno di presentazioni, il clima che, anche a potere decidere, non poteva essere migliore e l'atmosfera che, in ogni angolo, ops calle, si poteva respirare. 
Non sono al meglio della condizione e il timore di non averne più ancora prima di arrivare al parco è un tarlo che mi frulla per la testa ormai da giorni. I presupposti ci sono tutti e ne sono consapevole. Mi tocca e la voglia di provarci ugualmente deve, almeno per una volta, lasciar spazio al buon senso.
Nove e quaranta, si parte. Navigatore impostato sui quattroetrenta e vediamo cosa ne viene fuori.
Il percorso è quello collaudato da anni ed è un piacere vedere assiepata lungo la strada tutta quella gente ad incoraggiarci con un indefinito numero di bambini pronti a porgerci "il cinque" e, senza l'assillo della prestazione a tutti i costi, è davvero bello allungare la traettoria e ricambiare quel semplice gesto. Dolo, Mira, Oriago, e il copione è sempre lo stesso.
I chilometri passano veloci e grazie al ritmo più sostenibile i timori della vigilia sembrerebbero del tutto infondati. Marghera, Mestre e finalmete il parco San Giuliano dove spesso terminano i sogni di gloria di molti. E, come gia accaduto qualche volta, mi unisco alla simpatica compagnia. Comincio a lasciare per strada più di qualche secondo e, una volta abbandonato l'isola verde e imboccato il ripido cavalcaia S.Giuliano, nonostante aver ulteriormente rallentato, la stanchezza prende il sopravvento e, per evitare guai peggiori (leggi crampi), decido che per questa volta può bastare.
30° venicemarathonSono ormai al trentaduesimo sul famigerato "freedom bridge", (quasi) quattro chilometri d'asfalto senza apparente fine, ma Venezia è lì davanti, quasi la si può toccare e, alternando un po' di corsa e un po' di camminata veloce, in ogni caso "sarà mia". Dieci chilometri, poco meno di un quarto di gara, eppure sembrano ancora un'eternità. Piazzale Roma, il Tronchetto e finalmente i quattordici famosissimi ponti che portano all'agognata medaglia. Un sorso di integratore all'ultimo ristoro e si riparte. Almeno questi, tocca farli dignitosamente.
E poi c'è una Piazza, anzi la Piazza più famosa al mondo da attraversare in tutta la sua lunghezza, prima degli ultimi interminabili mille metri.
Uno spettacolo. Tre chilometri che da soli valgono il prezzo del biglietto.
Alla fine il display indica under210. Tanto, troppo. Ma sinceramente, questa volta, non me ne può fregar di meno.

14 commenti:

  1. Fantastico tempo fantastica descrizione

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  2. Ribadisco per l'ennesima volta, ma con grande piacere, l'immensa stima che ho di te, Nino!
    Fantastico vivere la tua gioia attraverso lo splendido racconto che hai fatto e ancor più leggere di un under 210, risultato comunque importantissimo, che sai perfettamente puoi abbattere quando vuoi... Sei veramente un grande Atleta.
    Complimenti ancora, Nino!

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  3. complimenti in ogni caso....a me mi manderebbe in estasi un under 240!

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    1. dai tempo al tempo e vedrai che ci arrivi e lo superi alal grande

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  4. "Tre chilometri che da soli valgono il prezzo del biglietto": Se hai voluto partecipare a questa 30° edizione, la penso come te, non c'era bisogno dell'assillo del crono, la parola d'ordine del giorno era "terminarla" e questo l'hai fatto alla grande, bravo.

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  5. Caro Nino, ti rifarai ti rifarai... intanto metti in bacheca questa strameritata medaglia.. daje campione

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  6. Bravo Nino e grazie per la compagnia durante il viaggio d'andata. Spero di ricambiare presto a Milano.

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    1. e stato un piacere. alla prossima

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  7. Bravo Nino, certo però più sta più peggiori... hihihihi!!

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